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Importante
finanziamento Telethon a ricercatori sostenuti dalla Fondazione Gino Galletti !
COMUNICATO
STAMPA
Telethon
finanzia con 645000 euro
un
progetto di ricerca del Dipartimento di Scienze Neurologiche sulle neuropatie
ottiche
E’
stato finanziato da Telethon con 645.000 euro il progetto di ricerca dal titolo “Degenerazione
delle cellule ganglionari della retina nelle neuropatie ottiche mitocondriali:
identificazione dei meccanismi patogenetici” presentato dal Dott.
Valerio Carelli
del Dipartimento di Scienze Neurologiche dell’ Università di Bologna che
coordina un network di 6 laboratori. Il progetto
riguarda un un gruppo di malattie ereditarie - neuropatia ottica ereditaria di
Leber (LHON) e l’atrofia ottica dominante (DOA) - che portano a cecità. Si
tratta di
malattie rare ma non rarissime (stime da 1:10.000 a 1:50.000). Il significato
della ricerca sta anche nel fatto che si tratta di malattie mitocondriali pure,
e quindi costituiscono un elegante modello di studio per il funzionamento dei
mitocondri (i mitocondri sono la “centrale energetica”
delle cellule), che puo' fornire indicazioni sul coinvolgimento di questi
organelli in patologie molto più estese come la malattia di Alzheimer e di
Parkinson, sia sui possibili interventi terapeutici.
Spiega il dr. Carelli: “Le neuropatie ottiche
mitocondriali sono caratterizzate da una degenerazione selettiva di uno
specifico tipo cellulare retinico, le cellule ganglionari della retina. La
maggior parte dei pazienti perde la vista in età precoce (prima dei 10 anni
nella DOA, e nell’adolescenza per i maschi nella LHON). Le basi genetiche di
entrambe le malattie sono ora conosciute e coinvolgono proteine che svolgono le
loro funzioni nei mitocondri. Nonostante l’origine
genetica
di queste malattie sia nota e le funzioni dei mitocondri siano ben conosciute,
non siamo ancora in grado di capire perché solo le cellule ganglionari della
retina sono colpite e perché non tutti gli individui portatori del difetto
genetico si ammalino. Inoltre, al momento non esiste una cura per questi
pazienti.
L’ impegno nella ricerca nei nostri laboratori è stato
incentrato sulle neuropatie ottiche mitocondriali per piu’ di 10 anni. Il
nuovo progetto ha l’obiettivo di chiarire gli enigmi sopra menzionati usando
diverse strategie che includono ulteriori studi genetici e modelli cellulari di
malattia. In particolare, abbiamo dei risultati preliminari che ci indicano come
le cellule siano in grado di organizzare una strategia compensatoria al
malfunzionamento mitocondriale tale che alcuni individui non sviluppano mai
la malattia. Crediamo
fermamente che la conoscenza dettagliata di questi meccanismi sia di grande
aiuto per la comprensione della malattia e possa fornirci dei mezzi della
terapia”.
Il progetto si svolgerà in un arco di tempo di 3 anni, e
oltre all’ Università di Bologna come centro principale con 3 laboratori (Dott.
Valerio Carelli
, Laboratorio di Genetica, Dipartimento di Scienze Neurologiche - Dott.ssa Anna
Ghelli, Dipartimento di Biologia - Prof. Raffaele Lodi, Dipartimento di Medicina
Clinica e Biotecnologia Applicata, Policlinico Sant’Orsola), partecipano anche
l’ Università “La Sapienza” di Roma (Prof.ssa Giulia D’Amati,
Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia, Sezione di Anatomia
Patologica, Policlinico Umberto I), l’ IRCCS “E. Medea” (Dott. Andrea
Martinuzzi), e l’Università di
Bari (Prof. Palmiro Cantatore, Dipartimento di Biochimica e Biologia
Molecolare).
Ufficio stampa: Patrizia Romagnoli
tel.051/2099232 338/1499506
fax 051/2099231
e-mail: stampa@ unibo.it
Bologna, 25/9/2006